Perché imparare a mangiare meglio?

Spesso pensiamo che la cosa migliore per dimagrire e per perdere finalmente quei kili di troppo sia semplicemente non mangiare. In realtà, questa può rivelarsi una strategia controproducente, oltre che non particolarmente sana: infatti, nei momenti di “fame nera” (quando inevitabilmente si cede, dopo essersi auto-imposti delle privazioni troppo rigide) si tende ad assumere snack pronti o altri cibi molto calorici e poveri di sostanze nutritive. Inoltre, anche se si riesce effettivamente a dimagrire, in genere il peso perso si riacquista non appena si torna allo stile di vita di sempre, generando il cosiddetto “effetto yo-yo”.

Quindi, piuttosto che non mangiare, quello che bisognerebbe fare è mangiare meglio, prestando più attenzione agli alimenti che ingeriamo ogni giorno. E quindi la nostra dieta dovrebbe essere varia, comprendendo tanti alimenti diversi in modo da massimizzare la quantità di elementi per noi indispensabili, come vitamine e sali minerali, ma anche amminoacidi essenziali e acidi grassi omega-3 e omega-6. Non dovremmo demonizzare nessun gruppo di alimenti (per esempio, escludere i carboidrati, oppure cercare di evitare i grassi a tutti i costi): sono tutti necessari per il nostro corpo, ed eliminarli a priori dalla nostra dieta non ci porterà nessun beneficio concreto.

Ovviamente, questo non significa che tutti gli alimenti facciano bene al nostro corpo. Per esempio, i cibi di origine industriale molto lavorati tendono a essere ricchi di zuccheri semplici e di grassi (e spesso anche dei famosi grassi trans, che sono indubbiamente dannosi per la nostra salute), ma poveri di altre sostanze preziose come le già citate vitamine. Questo significa che forniscono un massiccio apporto calorico al nostro organismo (sono ricchi di kilocalorie), senza però fornirci tutto quello di cui abbiamo bisogno. Inoltre, nei prodotti confezionati spesso sono presenti grosse quantità di sale, il quale favorisce l’istaurarsi dell’ipertensione arteriosa. Quello del consumo di sale è un tasto dolente della popolazione italiana: è stato infatti stimato che l’italiano medio ne ingerisce circa 9 grammi al giorno, mentre le linee guida nazionali raccomandano di non superare i 5 grammi al giorno nell’adulto. Quindi, quando è possibile, sarebbe meglio preferire i cibi meno lavorati: una torta cucinata in casa da noi sarà molto probabilmente più sana di una merendina incartata, anche se magari le kcal totali saranno le stesse.

Infine, ricordiamo il ruolo importantissimo di frutta e verdura, che vanno assunte quotidianamente e variando il più possibile. In genere, si raccomanda di assumere almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura fresca, da consumarsi sia cruda sia cotta. Che cos’hanno di tanto speciale? Sono poco caloriche, ricche di micronutrienti e di sostante con funzione antiossidante, e presentano un elevato contenuto di fibra (importante per regolarizzare la nostra funzione intestinale, ma anche per altre funzioni come, per esempio, il corretto sviluppo della nostra flora intestinale). Inoltre, spesso tendiamo a dimenticarcene, perché siamo circondati da cibi pronti molto saporiti e aromatizzati, ma frutta e verdura sono buone!

Comunque, se vogliamo cambiare il nostro stile alimentare ma abbiamo paura di non esserne in grado oppure se vogliamo semplicemente una consulenza esterna, rivolgersi a un nutrizionista è una buona idea. Il nutrizionista, infatti, non si occupa esclusivamente di diete dimagranti, ma anche dell’elaborazione di piani alimentari per modificare le nostre abitudini con un obiettivo di salute.